movimento gitano

Me lo ricordo, là, in periferia a Torino, a due passi dall’imbocco della Torino Milano.
Devo, posso solo ricordarlo.
Il Lungo Stura Lazio.
Perchè non c’è più, non c’è più nulla.
Un cartello immaginario a mezz’asta dice Sgomberato.
Io sgombero tu sgomberi egli sgombera.
E il manele che ronzava, ha lasciato il posto all’elettricità. Che dalle centraline sale, sale, riempe l’aria ad onde concentriche.
Onde diffuse.
Onde potenti sulla città.
Van su su nel cielo, toccano il punto più alto, e poi cascano giù.
Estremo fragore.
Su tutti noi. Che siamo ancora qui.
L’eco lo fa il televisore, l’abbiamo spento, e non ci penso più.

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