Choose me

E’ così difficile scegliere
con le mani legate a un laccio
di carta.
Gli hai visti i piccioni, entrare nell’appartamento?
Hanno guardato coi loro occhi
il tuo futuro e quello
della ringhiera, scrostata, con la ruggine
e il verde che cade giù.
Oh, Santa dei naviganti,
non voglio pregarti, ti prego,
vorrei isolarmi con te
e guardare, con te, lontano.
Sono così fortunato che vorrei avere
il coraggio di scacciarli e riallacciarmi al reale
per un giorno
un giorno soltanto, via la carta
che si rompa veloce, con uno strappo
rapido rapido
e poi via.

movimento gitano

Me lo ricordo, là, in periferia a Torino, a due passi dall’imbocco della Torino Milano.
Devo, posso solo ricordarlo.
Il Lungo Stura Lazio.
Perchè non c’è più, non c’è più nulla.
Un cartello immaginario a mezz’asta dice Sgomberato.
Io sgombero tu sgomberi egli sgombera.
E il manele che ronzava, ha lasciato il posto all’elettricità. Che dalle centraline sale, sale, riempe l’aria ad onde concentriche.
Onde diffuse.
Onde potenti sulla città.
Van su su nel cielo, toccano il punto più alto, e poi cascano giù.
Estremo fragore.
Su tutti noi. Che siamo ancora qui.
L’eco lo fa il televisore, l’abbiamo spento, e non ci penso più.