23:00

Nei letti, nei matrimoni frustati,
nei bicchieri riversi
e nei dischi
bagnati,
In salotto, sulla moquette,
nei bagni dei parchi, sui ponti
e i cartelli, fra il cerume
degli angoli spenti.
Nei taxi, fermi. Nei prati, inermi. Sui
sedili di treni a tacere,
quasi a dormire.
Bellezza, pura bellezza.
Un vestito e la sua naftalina.
L’armadio, i cassetti,
le foto tra le calze di lana.
Morte sospinta
morte dipinta, croste
di birra
– passato di
giovane pinta.
Labbro di vecchio
sorriso inarcato,
morte di giacca
luccica zip,
e tessuto slavato.

piccione

Nelle loro case a schiera
camini rotti
poltrone di polvere,
moquette, beige cammello, nelle
loro
case a schiera
kettler e vaporiere
due rubinetti
per due gusti d’acqua scomposti.
C’è un gatto, sempre.
Esce da una di queste e si mette
lì, sui gradini
grigi. Lo fa quando
torno, lo sa, il gatto
che torno, ma poco importa,
in fondo.
Guarda per terra, si lecca,
quando il suo pelo piccione
si culla nell’aia
tipica di un Agosto
autunnale.
Io, oggi, mi sono limitato
ad alzare lo sguardo
e a fissare un poco
le nuvole alte nel cielo. Poi
sono entrato in quella
fessura
e con la testa
nell’incavo bruma del giorno
sono andato a
dormire.

lift me up

ho visto il sole frantumarsi su un cavo
e il cavo tendersi a raggiera
come una ruota, valanga minore,
sorgere dietro di te
prenderti la schiena
prenderti tanto da farti pendere
come una goccia
su un labbro
sudato.
ho visto questo, e in quel giorno tanto
altro, e l’altro farsi maschera
come un sorriso,
vestire quelle tue vene,
prenderci per ossa,
prenderci tanto da farci perdere
come una goccia
su un pelo
salato.
ho visto ancora,
due bocche
come cipolle tessute
complesse,
tacere nel loro socchiuso sospiro,
boccheggianti.
Fragili alianti
protesi nel cielo
per chissà quali orizzonti.

4

Sono lo stupore di una
bimba bionda che corre, ciabattina,
seguendo la madre per non perdere
il treno, lo perdono
il treno.
Sono il sorriso rotto,
labbra incrinate come sfoglia,
forchetta nel pudding,
il suo pianto, io sono,
lo strozzarsi dell’acqua data per
passare e bloccata di
traverso.
Vivo, nel suo sguardo
poggiato sulla china
del tabellone: spalancato
come la buccia e il suo odore.
Sono la mano
la gonna,
il suo scatto
a far scappare
una bestia minore. Rifiuto
i suoi anni a venire. Il suo
sviluppo è una
variabile minuta
che non voglio abitare.

Champagne

Le mucche che cagano
sui prati francesi
hanno ali
lunghe
e palloni a forma di fiore
legati alla
coda.

Quando poi
un fascio di luce le
trapassa, esplodono:
Morbidi squarci dove
un sorriso contadino
trova riparo,
mentre si bagnano
il mio dorso, il
tuo seno,
come fossero carni di
un gioco altro,

filamenti e superfici
di un firmamento
che ha le coordinate
in quello che sento.

Wapping

I divani
Come palazzi indorati
Reggono i miei giorni,
Le mie mutande,
Questi sogni.

Ci sprofondo dentro:
È acqua salata
Di labbro umida
La linea di fuga che
Vedo
Chiara
Ora.



Sent with my phone

Location:London

madre

Mi porto dietro
i tuoi 8 euro l’ora.
i tuoi sogni
disfatti.
La tua caparbietà.
quelle sigarette, che mi hai
comprato di nascosto
col sorriso di chi sa
quando costa
sudore
acido
callo,
il danaro.
le ho fumate già tutte, madre,
le ho fumate
incrostate
ai miei polmoni,
sono i tuoi polmoni,
alle mie gambe,
le tue sigarette improvvise
sono parte di me, Volano,
con me.
E tu,
unica vera,
prendi e sogna dei sogni
miei. Girali come un tarocco
sui campi
estivi, e dai seme per
i tuoi prossimi giorni
a nuove speranze. Per
quelle tue
belle giovani
guance.
Un loro rossore lontano, sarà
per me
la migliore
carezza
amica.

date to be confirmed

Lunedì 12 Luglio, Lunedì 12
Luglio,
ma che ansia, che tedio,
contrapposizione,
le gambe sudate e l’unico conforto è
una tua carezza, madre:
sono malato,
non riesco più a uscire dal corpo
che mi sono creato.
Lunedì 12 Luglio, Lunedì 12
Luglio, fai caldo
fai schifo, con le tue rane nelle risaie
e i tuoi ristoranti
sulle provinciali
lingue ricurve
specializzati in
rane. E il mio bagaglio per terra
sembra una mossa
di karate
venuta male. Venuta in terra. Una chiazza
di sborra secca.
Dolce.
Lunedì 12, Luglio: un’altra donna
ho deluso.
Lunedì 12, Luglio: un altro giorno
per partire.
Lunedì
Lunedì
mi chiedo perchè devo esibirmi, compatirmi,
costiparmi. Mentre fuori
piove.

lungo la via

A Fontanetto Po ho visto vecchi

mattoni beige
andare in bicicletta
lungo zerbini d’acqua e riso
ridere poco
dei loro stati pensierosi
e lasciarsi sfumare coscienti in fondo
di ciò,
dal vasto scenario
della Pianura Padana.
Acqua. Acqua. Fra il cielo
e la terra.
Una linea d’asfalto attraverso voci
di donna e di uomo,
delinea un confine di
carta pastello, su un quadro
dagli improvvisi colori.